Da piccolina sono stata al circo un paio di volte. Ricordo che nel periodo natalizio degli omini vestiti da “facchini” stazionavano ai semafori distribuendo biglietti gratuiti per andare a vedere gli spettacoli itineranti.

Ricordo che il circo in sè mi suscitava un certo timore, un disagio inspiegabile…. Mi sembrava così innaturale che le tigri fossero prigioniere in gabbie fredde e strette e gli elefanti incatenati, obbligati – con le botte, le bastonate, la frusta – a fare “esercizi” pericolosi e non naturali.

Il circo uccide la dignità e la libertà, degli animali tenuti prigionieri a vita, che non sono affatto felici di vivere in gabbia e venire addestrati con la violenza, perchè non è naturale non è normale, è semplicemente crudele.

Pensateci: per un orso è naturale ballare? Per un elefante è naturale mantenere il proprio peso (diverse tonnellate) sulle sole zampe posteriori? Per le tigri e i leoni è naturale saltare attraverso un cerchio infuocato? Per tutti, è naturale stare in gabbia o incatenati?

Ovviamente, no. In gabbia o incatenati, questi animali impazziscono per la tristezza e la disperazione. Provate a pensare cosa faremmo noi se fossimo costretti a vivere per sempre in uno sgabuzzino, e uscire solo per prendere frustate e botte! 

Il 15 marzo si è però schiuso uno spiraglio di speranza…un bel passo avanti finalmente!

Il 15 marzo la LAV, Lega Antivivisezione, assieme ad Animal Defenders International ha organizzato il workshop dedicato al progetto di riforma del Ministro Franceschini, contenuto nel Disegno di Legge 2287-bis sul Codice dello Spettacolo, la cui approvazione consentirebbe la graduale dimissione degli animali dai circhi.

Grande apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso dal Presidente Grasso, che ha affermato:”La tutela degli animali richiede l’assunzione di responsabilità da parte di tutta la società.

Il Presidente Grasso ha aggiunto, con riferimento all’ultimo Rapporto del Censis “vi è una sempre maggiore sensibilità dei cittadini nei confronti degli animali, ancor più quando la loro intera esistenza si svolge in anguste gabbie da cui possono uscire solo per compiere esercizi contrari alla loro natura”.

Sono intervenuti: il Prof. Stephen Harris (Scuola di Scienze Biologiche, Università di Bristol, Regno Unito), la Dott.ssa Carla Bernasconi (Vice Presidente Federazione Nazionale Ordine dei Veterinari Italiani, FNOVI), il Dott. Sergio Vistarini (Ricercatore, Istituto di Ricerca CENSIS), la Dott.ssa Ilaria Di Silvestre (Leader del Programma Animali Esotici, Eurogroup for Animals, Bruxelles), la Dott.ssa Jan Creamer (Presidente Animal Defenders International, ADI), la Dott.ssa Gaia Angelini (Responsabile LAV Area Animali Esotici). In collegamento Skype, la Dott.ssa Teresa Araleny Perez (Direttore Generale Dipartimento Biodiversità e Aree Protette, Ministero Ambiente della Bolivia). A moderare il dibattito, la giornalista Cristina Nadotti (La Repubblica).

L’evento ha inoltre ospitato la proiezione in anteprima esclusiva per l’Italia di LION ARK (www.lionarkthemovie.com), pluripremiato film-documentario prodotto da ADI e sottotitolato in italiano da LAV, che racconta la dismissione degli animali dai circhi in Sud America, avvenuta grazie alla collaborazione delle Autorità governative con gli attivisti di Animal Defenders: un’operazione unica al mondo, coronata dal trasferimento di ben 25 leoni in un santuario per animali esotici.

La fine del circo con animali è già realtà nella maggior parte degli Stati Membri dell’Unione Europea e in moltissimi Stati nel mondo; in Italia più del 70% dei cittadini (Eurispes 2016) si sono espressi per andare nella stessa direzione. La proposta di riforma del Ministro Franceschini (Disegno di Legge 2287-bis sul Codice dello Spettacolo) interpreta e dà voce, per la prima volta in 50 anni, a questa auspicata svolta culturale e scientifica.

L’approvazione di questo Disegno di Legge del Governo, attualmente all’esame della Commissione Cultura del Senato della Repubblica, permetterà di fare un bel passo avanti, una scelta di civiltà, affinché in Italia i circhi possano essere realtà che esprimano valori artistici veramente umani, senza fare uso di animali. Il caso del Sud America, dove la maggior parte degli Stati ha già superato i circhi con animali tramite legislazioni mirate, verrà illustrato da alcuni protagonisti di questo cambiamento e dal film-documentario LION ARK che racconta questo cambiamento in Bolivia. Tutto ciò a dimostrazione che la fine del circo con animali non solo è doverosa e non più procrastinabile, ma è anche possibile, con l’ausilio di modelli e buone pratiche già ampiamente praticati”.

Le ragioni etologiche: cosa dice la scienza
L’esigenza, per i circhi, di spostarsi frequentemente implica il trasporto e la detenzione degli animali in spazi molto limitati, condizioni in nessun modo compatibili con i loro naturali bisogni etologici. Ai problemi appena citati, si aggiunge quello delle zoonosi, il cui rischio aumenta a causa dell’aggregazione di animali, anche di specie diverse, in spazi ridotti, a contatto tra di loro e con gli umani, condizioni che facilitano la trasmissione di malattie ed infezioni.

Significativa anche la recente posizione assunta dalla Federazione dei Veterinari Europei (FVE), e sottoscritta dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordine Veterinari Italiani), che attraverso oggettive e qualificate argomentazioni scientifiche, ha chiesto di “proibire l’utilizzo di mammiferi esotici nei circhi in quanto non vi è affatto la possibilità che le loro esigenze fisiologiche, mentali e sociali, possano essere adeguatamente soddisfatte”

Le ragioni di pubblica sicurezza: quanti e quali incidenti in Europa e in Italia
Gli animali nei circhi pongono un serio e concreto rischio per la sicurezza pubblica, a causa della pericolosità di molte specie, della natura inevitabilmente temporanea e precaria dei loro alloggi e recinzioni, delle modalità di addestramento e dell’elevata vicinanza alle persone durante le esibizioni, le tradizionali foto a contatto con essi, le parate lungo le strade delle città.

Secondo i dati finora raccolti, il cui completamento è atteso entro maggio 2017, a livello europeo sono ben 308 gli incidenti avvenuti tra il 1995 e il 2017, con l’ultimo episodio il 28 gennaio 2017 proprio in Italia, dove una tigre bianca è scappata dal Circo “Svezia” a Monreale, vicino a Palermo e si è avventurata per le strade della città. Nei 308 incidenti registrati in Europa sono rimasti coinvolti circa 660 animali e 95 persone.

Nel caso specifico dell’Italia, siamo a conoscenza di 30 incidenti avvenuti dal 1995 ad oggi, con il coinvolgimento di 35 animali. Di questi eventi, il 36% ha avuto conseguenze: nel 33% dei casi ci sono stati dei feriti, nel 3% dei casi, decessi.

Le ragioni economico-sociali: insostenibilità dei costi e pubblico sempre più consapevole
Il circo con animali in Italia è in estrema difficoltà: lo conferma la recente indagine svolta dal Censis, il Centro Studi Investimenti Sociali, che per la prima volta ha raccolto e analizzato i dati economici e le stime disponibili su questo comparto, riferiti agli ultimi anni e aggiornati al gennaio 2017. I cittadini sono più sensibili: diminuisce il pubblico ed il numero degli spettacoli, mentre si afferma il Circo Contemporaneo.

Ad aggravare la crisi del settore ci sono i costi, in particolare quello per il personale “che si rivela insostenibile se paragonato al volume d’affari dichiarato alla SIAE – spiega la Ricerca del Censis – sulla base dei dati ufficiali l’attività circense è in perdita progressiva anno su anno, più per problemi strutturali che per esiguità dei fondi statali. Il costo ulteriore del mantenimento degli animali, oltre che rendere meno flessibile l’attività, aggrava ulteriormente il bilancio passivo del Circo Italiano”.

Il circo senza animali: cosa accade nel mondo
Sono 18 gli Stati membri dell’Unione Europea, 34 gli altri Paesi del mondo, che hanno già vietato o posto restrizioni all’utilizzo degli animali nei circhi. In molti altri, come anche in Italia, il tema è oggetto di proposte di legge.

L’esperienza di molti Paesi europei e del resto del mondo mostra che la dismissione degli animali dai circhi non solo è eticamente doverosa e scientificamente auspicabile, ma anche possibile e concretamente attuabile, con il sostegno dell’opinione pubblica, l’iniziativa dei Governi ed il fondamentale contributo delle Associazioni, come ADI, che ha attivamente partecipato a numerose storie di successo in Sud America, come quella raccontata nel pluripremiato film documentario LION ARK, proiettato oggi in anteprima esclusiva per l’Italia, in conclusione del workshop. LION ARK è la storia della straordinaria operazione di salvataggio, da parte di ADI, di 25 leoni detenuti illegalmente dai circhi boliviani a seguito dell’approvazione della nuova legge. Inoltre, nel corso dell’ultimo anno, ADI ha messo in salvo oltre 100 animali selvatici provenienti dai circhi e dal traffico illegale, come risultato della missione Operation Spirit of Freedom, mirante a fornire assistenza al Governo del Perù nell’assicurare il rispetto del recente divieto di ultilizzo di animali selvatici nei circhi, ottenuto dopo una campagna durata quattro anni, preceduta da due scioccanti investigazioni condotte dalla stessa ADI nei circhi sudamericani. A seguito delle operazioni di salvataggio e confisca condotte in Perù, dei 109 animali sequestrati molti sono stati ricollocati in un santuario in Amazzonia, una tigre ha trovato casa in un santuario in Florida e 33 leoni sono tornati in Africa.

La possibilità di ricollocamento degli animali sequestrati costituisce una imprescindibile chiave di successo per qualsiasi processo di riconversione dei circhi. Eurogroup for Animals sta completando una mappatura di tutti i centri di recupero e dei santuari presenti in Europa che corrispondono ad accertati standards di qualità e che si dedicano a fornire accoglienza a diverse specie di animali esotici e selvatici. Tali centri promuovono la protezione degli animali e si offrono di accogliere animali in difficoltà e/o in situazioni di maltrattamento. Essendo già attivi nel ricevere animali provenienti dai circhi, rappresentano una risorsa preziosa, ma spesso poco nota, per i Governi interessati ad adottare un divieto dell’uso degli animali negli spettacoli viaggianti e che si trovano a dover identificare nuove sistemazioni per gli animali.

E chissà quale sarà il futuro…una cosa però è certa: è stato fatto un piccolo passo, finalmente, verso un circo senza animali, verso un futuro migliore, dove la parola divertimento non si sposerà più con crudeltà e insensibilità.

 

Fonti: Promisland.it – Lav.it

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