Si è tenuta ieri, presso la Camera dei Deputati, la conferenza stampa per la presentazione della trasmissione TV “Animali come noi” – una produzione di Zerostudio’s di Michele Santoro, con Giulia Innocenzi – che prenderà il via mercoledì 22 marzo alle 23.30 su Rai 2. L’anteprima del programma, riportata dal Corriere della Sera (il video che trovate in alto), si concentra sulle condizioni esistenziali delle bufale, costrette a una produzione costante di latte. Le riprese, effettuate grazie a un infiltrato, hanno scoperchiato la dura realtà legata alla produzione della tanto amata mozzarella di bufala: molte le violenze e gli abusi perpetrati nei confronti di questi animali, spronati per una mungitura sfinente.

Il video mostra come, agli esemplari restii a farsi maltrattare, vengano legate le zampe, ma anche come vengano colpiti violentemente gli zoccoli con un martello. Nonché la presenza di sassi all’interno dei macchinari adibiti all’estrazione del latte, così da aumentare la pressione sulle mammelle. Una realtà stressante, opprimente, che crea dolore a questi bovini costretti a produrre incessantemente latte. Una situazione di vero abuso che sviluppa mastiti, tanto che molte mucche perdono sangue prima della stessa mungitura. Le riprese inoltre mostrano, per la prima volta, l’utilizzo di medicinali e iniezioni per velocizzare la produzione del latte. La stessa Innocenzi si domanda perché, in tutti gli allevamenti osservati, l’impiego dei medicinali sia una regola costante esattamente come i maltrattamenti.

Ecco come come otteniamo il prezioso latte che serve a fare la mozzarella di bufala famosa in tutto il mondo. L’aumento della domanda del mercato comporta che dalle bufale si debba ottenere sempre più latte  e si è disposti a ricorrere a ogni pratica per raggiungere il risultato: pratiche disumane e fuorilegge cui vengono sottoposte le bufale.

Ma non è finita qui: alle bufale vengono fatte punture di ipofamina, e a cosa serva lo confessa un’allevatrice, ripresa a sua insaputa: “Gli fai la puntura e il latte scende subito, così le bufale stanno qui meno tempo possibile”. Ma poi confessa i rischi: “La sostanza fa male all’utero, può fare abortire le bufale”.

La giornalista della squadra di Michele Santoro indaga anche sulla fine che fanno i maschi delle bufale. Inutili per la produzione del latte e con una carne priva di sbocco commerciale, in alcune zone, come quella del casertano, diversi allevatori li abbandonano nelle campagne o li fanno morire di fame e di sete pur di risparmiare il costo del macello. La Innocenzi trova una carcassa di bufalo nelle campagne di Casal di Principe, e viene immediatamente raggiunta dall’allevatore…
Durante la conferenza stampa erano presenti alcuni deputati del M5S: Paolo Bernini, Mirko Busto e Matteo Mantero. Sull’onda dell’inchiesta portata avanti dalla trasmissione Rai, i tre hanno presentato un’interrogazione al Ministero della Salute, per comprendere quali iniziative aggiuntive il Ministro vorrà predisporre per scongiurare e bloccare il protrarsi di irregolarità all’interno degli allevamenti italiani. La proposta introduce la necessità di inserire telecamere di sorveglianza negli impianti, come già accade in Francia. Nel mentre, nelle ultime ore, i Nas hanno effettuato alcuni controlli all’interno di molti allevamenti per monitorare la situazione.

E’ una situazione agghiacciante a cui non si può rimanere inerti: bisogna aprire gli occhi e bisogna comprendere che NON E’ NORMALE FARE DEL MALE AD UN ALTRO ESSERE VIVENTE.

 

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