Sono nata in un piccolo paesino del golfo di Palermo di nome Casteldaccia, un paesino di poche anime conosciuto principalmente per 3 cose: il castello del Duca di Salaparuta, il vino Corvo del Duca di Salaparuta e i buccellati! Ebbene pochi giorni fa un’amica di facebook mi consigliava un libro di ricette vegetariane e vegane scritto proprio dal Duca Enrico Alliata di Salaparuta! Immaginate il mio stupore, nonostante abbia sempre avuto sotto gli occhi statue, castelli e libri relativi alla famiglia nobile dei Salaparuta non ero mai venuta a conoscenza che Lui, il Duca Enrico Alliata, non solo è stato un vegetariano convinto, ma è stato il vero precursore italiano della cucina vegetariana e vegana.

Ai giorni nostri essere vegetariani è una scelta molto più semplice e diffusa che in passato, la filosofia del “mangiare sano”, derivante da una maggiore consapevolezza dei benefici che il nostro organismo può trarre da regime alimentare equilibrato, è uno degli argomenti di attualità più discussi e, anche per questo, la scelta di intraprendere una dieta vegetariana (o vegana) è ormai all’ordine del giorno.

Ma senza dubbio Enrico Alliata Duca di Salaparuta, ha indagato ampiamente e con grande anticipo sulle più moderne filosofie dietetiche, con attenzione addirittura al naturismo crudo (il “raw food” che adesso va molto di moda negli USA e tra le celebrità di Hollywood).

Il Duca di Salaparuta sosteneva fermamente il regime vegetariano e naturista, insistendo sul fatto che tutta la sussistenza alimentare necessaria per l’uomo potesse essere soddisfatta grazie ai prodotti offerti dalla natura e dalla sua ciclicità. In altre parole, egli non voleva macchiarsi del delitto nei confronti delle creature animali provenienti dal divino e che anzi l’uomo doveva presiedere. Insisteva sul fatto che la natura e la sua ciclicità erano in grado di dare all’uomo tutta la sussistenza alimentare di cui aveva bisogno.

Sulle sue tavole imbandite venivano esposti numerosi piatti gustosi di sua invenzione, tutti rigorosamente di origine vegetale o basati su ricette di naturismo crudo. Propone un’alimentazione basata principalmente sul consumo di cereali, ortaggi e legumi; alimenti sani e puri che si abbinano perfettamente ad una bevanda nobile come il vino. Nel suo  libro sostiene che il mondo vegetale offre tantissime alternative, sane e ricche di gusto, per sostituire facilmente una dieta in cui sono presenti alimenti di provenienza animale; le combinazioni per mantenere un’alimentazione varia e gustosa scegliendo un regime dietetico vegetariano sono pressoché illimitate.

Il ricettario del Duca di Salaparuta “Cucina vegetariana e naturismo crudo”, edito da Sellerio, include una lista di ricette deliziose e creative (ben 1030) che costituiscono la base della cucina vegetariana odierna, sono inoltre alquanto sorprendenti nella loro presentazione: vi basti pensare che molte delle gustose pietanze hanno nomi e presentazioni singolari che richiamano piatti a base di carne – come il “pasticcio di fegato grasso” o le “bracioline del pascià” – anche se sono piatti assolutamente vegetariani.

Siete curiosi di conoscere qualche sua ricetta?

Eccone un esempio:

Arrosto in casseruola
Fate mezzo chilogrammo di miscela in parti uguali dei seguenti legumi: lenticchie, fagiuoli, piselli secchi; fateli cuocere a piccolo fuoco con una carota, un pizzico di bicarbonato, senza sale ed aggiungendo a poco a poco acqua bollente, finché saranno molto ben cotti senza essere troppo umidi. Passate allo staccio ed impastatevi prezzemolo triturato, essenza di cipolla, noce moscata, 6 noci peste, sale, pepe, grammi 75 di parmigiano grattugiato, 2 uova e del pangrattato, quanto basti per render sostenuta la pasta. Datevi forma di un grosso salsicciotto e fatelo arrosolare al forno in burro ed un mazzettino di rosmarino. Togliete il polpettone, disponendolo in piatto al calore, asportate il rosmarino, bagnate il burro con mezzo bicchiere di buon vino bianco secco, legate con un po’ di farina e dopo pochi minuti versate sul piatto contornando a piacere.

Pasticcio di fegato grasso
Lenticchie grammi 150, ricotta grammi 250, burro grammi 100, vino rosso decilitro 1, tartufi, cipolla, aromi, erbette. Fate bollire le lenticchie con un pizzico di bicarbonato e quando ben cotte, passate allo staccio. Arrosolate la cipolla bagnando col vino e mettetevi la ricotta, l’erbette tritate, noce moscata, due chiodi di garofano, pepe e sale. Fate cuocere mescolando dei tartufi neri a dadi e ponete in terrina o in una scorza di pasta per pasticci freddi o in gelatina.

Bracioline del pascià
Scottate delle foglie di verza o di lattuga ed avvolgetevi un composto di ricotta, noci peste, prezzemolo e cipolla tritati, sale e pepe. Coprite con vellutina o salsa di pomodoro e scaldate a forno tenue. Ottime anche infarinate, passate ad uovo, indi al pangrattato e poi fritte.

 

 

RISPONDI

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui